Dalla cura delle persone alla crescita economica la vera sfida è la collaborazione

di Paola Piacentini



L’IBM è sempre più convinta che l’open innovation sia la chiave di volta per creare sviluppo, per questo motivo è promotrice e partecipa a numerose inziative che vedono insieme aziende pubbliche e private, no profit e Istituzioni nello sviluppo di attività e progetti che, grazie all’uso delle tecnologie più avanzate, siano in grado di generare opportunità di crescita per il Paese.

E proprio con questo obiettivo IBM ha partecipato, al fianco di Novartis e Cariplo Factory, alla terza edizione di BioUpper, il programma a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare o che hanno creato una start up nell’ambito delle Scienze della Vita. Il progetto, iniziato nel 2018, prevedeva due percorsi paralleli: una Call for Ideas per ricercatori, studenti e giovani talenti con idee brillanti e una Call for Scale per startup e piccole aziende che avevano sviluppato prodotti e servizi già maturi per essere portati sul mercato.

Il 17 gennaio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, durante l’appuntamento finale del programma, sono stati proclamati i team vincitori: Anant, PATCH e Quickly Pro. A ciascuno di loro sono andati 180mila euro in servizi basati su IBM Cloud, per un totale di 540mila euro, per favorire lo sviluppo delle idee imprenditoriali in veri e propri progetti di business.

A valutarli è stata una giuria altamente qualificata costituita da esponenti di primo piano del mondo Istituzionale, scientifico, accademico italiano e della startup community. Le tre idee di business che hanno “conquistato” i giurati rientrano nei seguenti ambiti di applicazione della dermatologia, assistenza al paziente e fisioterapia.

Il progetto di Anant parte dall’idea di un device pensato per analizzare la pelle e prevenire i tumori cutanei e utilizza l’intelligenza artificiale per dialogare con il paziente e il suo dermatologo. PATCH ha ideato un chatbot, basato sull’intelligenza artificiale, un vero e proprio assistente personale del paziente, che migliora efficienza e accuratezza dei test clinici e la comunicazione con il proprio medico. Quickly Pro ha progettato un wearable, collegato ad una app, che guida la deambulazione del paziente e facilita il lavoro dei fisioterapisti.

Nel pitch di oggi, i partecipanti hanno dimostrato i progressi conseguiti durante l’incubazione, un percorso di circa tre mesi pensato su misura per ciascuna idea d'impresa, nel corso del quale i team hanno consolidato la strategia di sviluppo del loro progetto e ampliato il proprio network. I percorsi di incubazione si sono svolti all’interno di una rete di incubatori sparsi su tutto il territorio nazionale comprendenti: Campania NewSteel, Digital Magics, dPixel, Fondazione Filarete, I3P, JCube, PoliHub e LUISS Enlabs.

“Questa terza edizione di BioUpper ha confermato che in Italia abbiamo le competenze, la creatività e il tessuto industriale adatto per dare vita a progetti innovativi nel campo delle Scienze della Vita, un settore strategico che cresce, crea lavoro e incide sensibilmente sulla ricchezza del Paese”, ha dichiarato Pasquale Frega, Country President di Novartis Italia e Amministratore Delegato di Novartis Farma. “La qualità dei progetti finalisti ci rendono orgogliosi di aver promosso un’iniziativa che da tre anni rappresenta l’eccellenza del nostro settore”.

“La qualità dei progetti giunti in finale testimonia che si deve continuare a credere e a investire nella ricerca e nell’innovazione che parte dall’Italia ed è capace di arrivare lontano, mondo. Siamo fieri di accompagnare i vincitori verso il successo, costruendo parte di quel ponte che porta dalla ricerca di base alle idee, e infine a far nascere iniziative concrete che oltre a trovare soluzioni innovative, contribuiscono a creare occupazione, in special modo per i giovani”, ha aggiunto Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo.

“L’esperienza di BioUpper ci ha confermato l’alto livello di competenza e innovazione tecnologica delle startup italiane. Questa secondo noi è la strada da perseguire", ha dichiarato Enrico Cereda, Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia "Crediamo che per il nostro Paese la sfida della competitività si vinca costruendo sulle competenze e sulla capacità di innovazione. E come IBM siamo orgogliosi di contribuire ad accelerare il processo di crescita, mettendo a disposizione di imprese pubbliche e private strumenti e soluzioni tecnologiche all’avanguardia”.

18 gennaio 2019

Paola Piacentini, External Relations
@ppiac

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