Contrasto alle molestie sessuali: IBM è modello di riferimento per molte aziende

di Flavia Gasbarri



Un’indagine Istat pubblicata nel 2017 descrive un quadro di grandi numeri: sono 1.403.000 le donne che hanno subìto, nel corso della loro vita lavorativa, molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Nonostante la casistica sia severa e ineludibile, all’interno delle aziende non c’è un riscontro adeguato riguardo alla presenza del fenomeno. Questo avviene soprattutto perché chi subisce molestie preferisce non parlarne. Secondo l’Istat, infatti, il 99% dei ricatti sessuali non viene segnalato alle forze dell’ordine. Nell’81,7% dei casi la vittima non ne parla coi colleghi e solo il 18,3% racconta la sua esperienza.

Proprio di questo si è parlato al convegno "Non è una battuta. Molestie sessuali nei luoghi di lavoro: consapevolezza e prevenzione", organizzato a Milano da Valore D insieme a Parks Liberi e Uguali, e patrocinato dal Comune. L’Assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino e la Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di Genere del Comune di Milano Daria Colombo hanno dato il benvenuto ai rappresentanti di molte aziende leader di mercato, che hanno raccontato il loro impegno in quest’ambito.

IBM considera tutte le diversità valori fondanti dell’azienda e fonti di vantaggio competitivo perché generatrici di innovazione e creatività. Di conseguenza non ammette in nessun modo comportamenti che influiscono negativamente sulla qualità del lavoro e sul benessere dei dipendenti. Per questo motivo la testimonianza IBM ha riscosso grande interesse. Le best practice per combattere e prevenire l'harassment, grazie alle policy aziendali, sono risultate infatti un esempio di chiarezza e attenzione, volte a contrastare con fermezza ogni forma di condotta offensiva o contraria ai valori IBM.

La nostra azienda, inoltre, si è contraddistinta per il suo preciso e ampio piano di education sul divieto di comportamenti non inclusivi: crediamo fermamente, infatti, che il segreto del successo di qualsiasi policy sia in una formazione che promuova una cultura volta ad integrare le diversità di genere e che condanni qualsiasi tipo di molestia.
L’azienda mette a disposizione dei dipendenti alcuni canali per segnalare comportamenti non idonei (attraverso il singolo manager, la divisione del personale, il portale Concern & Appeal) e si impegna ad assicurare la riservatezza e la tutela del segnalante. Recentemente è stato creato un team internazionale chiamato "Talk it Over", composto da professionisti delle risorse umane, che è impegnato ad ascoltare, discutere e fornire consulenza alla vittima per aiutarla a decidere, se necessario, quali azioni intraprendere.

Per sapere di più sulle atttività di diversity e inclusion di IBM.

12 aprile 2019

Flavia Gasbarri, Human Resources IBM Italia
@flaviagasbarri

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