#AcceleraItalia: perchè la trasformazione digitale del Paese non può più attendere

di Pietro Della Peruta



La trasformazione digitale non può più attendere. Le tecnologie sono mature, le esigenze impellenti, non rendersene conto potrebbe portare a un decadimento della nostra economica, della società, del nostro modo di vivere. Un nuovo Darwinismo è all’orizzonte, un Darwinismo digitale in cui la mancanza di adattamento alle esigenze digitali di cittadini e imprese crea un rischio di estinzione di imprese e dell’intero sistema Paese. L’estinzione si avrà quando l’evoluzione verso l’uso del digitale del Cittadino sarà più veloce della capacità delle Amministrazioni e dell’aziende di adattarsi. Bisogna quindi “Accelerare l’Italia” nel suo percorso verso la digitalizzazione. E questa è oggi la missione di IBM Italia. Una missione che vede IBM al fianco delle Amministrazioni pubbliche per accompagnarle lungo il percorso della trasformazione digitale.

Nell’ambito di questa trasformazione le Amministrazioni dovranno essere ripensate in termini digitali sia per quel che riguarda i servizi offerti a cittadini e imprese, sia per quel che riguarda il loro modello operativo. Reiventarsi digitalmente non significa solo trasformare servizi fisici (i.e. servizi erogabili allo sportello) in servizi digitali, ma vuol dire operare in modo simbiotico tra Amministrazioni e imprenditoria privata all’interno degli ecosistemi digitali, imparando a orchestrare risorse (software, infrastrutture fisiche e immateriali) per la produzione di servizi sempre più integrati, interoperabili e contestuali alle esigenze dei cittadini. Grande attenzione dovrà essere posta nell’utilizzo dei dati, sull’analisi dei quali potranno andarsi a sviluppare nuove applicazioni e servizi, grazie alle tecnologie cognitive, come ad esempio quelle di apprendimento automatico o di comprensione del linguaggio naturale. Il governo e la gestione efficace di queste tecnologie richiederà la presenza nella PA di esperti, ad esempio in data science e intelligenza artificiale, sarà quindi necessario prevedere lo sviluppo di nuove competenze digitali e l’aggiornamento delle figure professionali già esistenti.

Questo re-inventarsi digitalmente richiederà un ripensamento fondamentale nel modo in cui le Amministrazioni usano le risorse tecnologiche, creano i servizi per i cittadini, adoperano i dati pubblici, operano e interagiscono tra loro e negli ecosistemi.

Per avere successo le Amministrazioni pubbliche dovranno offrire nuove e convincenti esperienze ai cittadini, avere una nuova focalizzazione nella realizzazione di servizi digitali integrati cross-amministrazione, costruire nuove competenze per razionalizzare l’uso di risorse tecnologiche e orchestrare lo sviluppo applicativo nell’ecosistema, concepire nuovi modi di lavorare in cui gli aspetti decisionali siano sempre più guidati da un’analisi dei dati interni o esterni alle Amministrazioni.

Nuove Capacità sono, inoltre, necessarie per razionalizzare le infrastrutture tecnologiche della PA fornendo un ambiente ottimizzato in cui favorire in un approccio di Open Innovation all’interno dell’ecosistema e il cloud rimane centrale come modello per razionalizzare ed innovare. Nuovo focus deve essere messo per integrare i servizi nelle Amministrazioni, tra le Amministrazioni e con le infrastrutture immateriali (SPID, ANPR, PAgoPA, etc). E questo può essere fatto modernizzando gli applicativi software che vanno necessariamente ripensati come insieme di micro-servizi integrabili attraverso API (Applicaiton Programming Interface) aperte e agnostici rispetto agli ambienti ospiti.

Bisognerà quindi lavorare in modo diverso per creare applicazioni in grado di integrare aspetti di intelligenza artificiale ai processi amministrativi, per renderli sempre più “intelligenti” ed efficienti. Il momento è adesso e #AcceleraItalia è l’esortazione che ci vede oggi e sempre al fianco delle Amministrazione per traguardarci nel futuro.

05 marzo 2019

Pietro Della Peruta, Technical Executive, CTO & Distinguished Engineer IBM Italy
@pdp1961

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