Millennial e Generazione Z, prendetevi il futuro

di Enrico Cereda



Formazione e apprendimento continui, prima ancora del mero riscontro economico. Nessun timore verso le tecnologie più avanzate che, anzi, vengono viste come strumenti per rendere più creativo l’ambiente di lavoro e per lasciare un segno nel sociale.

Sono queste le aspettative dei Millennial e della generazione Z, così come messe in luce dagli ultimi studi, che delineano il quadro all’interno del quale le organizzazioni di ogni tipo sono chiamate ad agire e a dare risposte. Ciò è ancor più urgente nella fase di forte cambiamento dei modelli di business che l’economia globale, e l’Italia non fa eccezione, sta attraversando mentre corre, necessariamente, verso la trasformazione digitale.

Perché se è vero che quest’ultima deve poter contare sull’applicazione delle tecnologie cosiddette esponenziali, l’intera impalcatura non potrà sorreggersi senza il pilastro dei nuovi saperi, delle giuste competenze di cui si avverte forte il bisogno.

La via obbligata sta quindi nel coniugare la risposta alle attese di chi oggi si affaccia al mondo del lavoro, uno straordinario bacino di intelligenze, con le urgenze delineate dalle imprese.

Sta nel favorire il senso di responsabilità e gli sforzi di un ecosistema pubblico-privato e la nascita di modelli di formazione anche differenti da quelli tradizionali, sulla scia delle migliori esperienze internazionali.

Io, insieme a tutti i colleghi di IBM, mi sento in prima linea. Lo siamo, da sempre, con un articolato programma che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle università, non senza un occhio di riguardo al mondo femminile perché il successo di ogni sforzo non potrà prescindere da un continuo bilanciamento di genere. Se in tema del digital divide si sommano un numero crescente di sensibilità, sul fronte del gender gap abbiamo invece molti passi ancora da compiere.

Occorre anche affiancare i più avanzati processi di attrazione e retention secondo best practice messe in campo a livello globale. Da noi, i ragazzi trovano costante attenzione allo sviluppo della carriera attraverso l’engagement, il coaching, la rotazione dei ruoli e il knowledge sharing, aspetti fondamentali per integrare la preparazione scolastica con la più avanzata conoscenza in tema di Analytics, Artificial Intelligence, Blockchain, Internet of Things e Quantum computing.

Nel contempo, accanto a valori indiscutibili come il rispetto e la valorizzazione di ogni diversità, i giovani possono contare su strumenti concreti di welfare aziendale: si pensi al work and life balance, per esempio, e alle iniziative di responsabilità sociale che ne fanno attori, in Italia e all’estero, al servizio degli altri. In IBM prendono il nome di Corporate Service Corps.

In altre parole, ci adoperiamo per riconoscere i talenti e le loro potenzialità, per favorirne in modo permanente il re-skilling. Per aprire loro le porte del futuro nella piena consapevolezza che l’accelerazione tecnologica e il ruolo assunto dalla crescita esponenziale dei dati non si fermeranno e non faranno sconti a nessuno.

Quel 65% dei bambini oggi sui banchi delle elementari che, secondo il World Economic Forum, svolgeranno un lavoro diverso da quello per cui si stanno preparando ci dicono con chiarezza che la sfida di immaginare le professioni del futuro riguarda tutti e in particolar modo le giovani generazioni.

Abbiamo la certezza che la pervasività delle tecnologie esponenziali, già oggi sono in grado di cambiare il mondo in meglio, faranno anche da linee guida allo sviluppo dei nuovi saperi. Ma con un distinguo: alla tecnica andrà aggiunto il grande valore del capitale umano.

L’importanza delle soft skills e della multidisciplinarietà faranno da fil rouge nell’accomunare i diversi ruoli. Serviranno, sempre più, leader con spiccate capacità cognitive orientate al problem solving, al pensiero critico e alla creatività, non disgiunte da un forte senso etico. Il che, in ultima analisi, non fa altro che ribadire un credo universale, quello della centralità dell’uomo e delle sue unicità. Millennial e Generazione Z: prendete in mano le redini del futuro e fatelo vostro.

07 Novembre 2018

Enrico Cereda, Presidente e Amministratore Delegato di IBM Italia
@ecereda

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