IBM al timone della prima nave a guida autonoma

di Alessandro Ferrari



Un trimarano di quindici metri per cinque tonnellate di stazza, privo di equipaggio, affidato al timone della tecnologia di IBM: stiamo parlando del Mayflower Autonomous Ship che lascerà le banchine del porto inglese di Plymouth alla volta del Massachusetts tra nove mesi, puntando la prua verso est.

Quattrocento anni dopo l’impresa dei 102 pellegrini diretti verso il Nuovo Mondo a bordo del galeone Mayflower, l’imbarcazione di ProMare, organizzazione di ricerca marina senza scopo di lucro, ne ripercorrerà la rotta atlantica in meno di due settimane con finalità puramente scientifiche.

Il suo obiettivo è sperimentare un nuovo approccio, flessibile ed economico, per la raccolta dei dati sulla salute degli oceani minacciata da fattori come l’inquinamento - si pensi al problema della microplastica, il cui quantitativo è destinato a triplicare intorno al 2025 -, lo sfruttamento eccessivo delle risorse e gli effetti del riscaldamento globale.

Gli oceani, d’altronde, rappresentano una vera e propria ricchezza economica se è vero, come stima l’OCSE, che il suo valore è destinato a superare la cifra di tre trilioni di dollari entro il 2030, con un sensibile ritorno occupazionale: più di 40 milioni di nuovi posti di lavoro.

Il Mayflower Autonomous Ship è un vero e proprio concentrato di innovazione. Per poter navigare senza la mano dell’uomo, accoppierà la tecnologia IBM PowerAI Vision ai server di elaborazione accelerati IBM Power Systems - gli stessi impiegati dai più potenti supercomputer del mondo - dando vita a modelli di deep learning capaci di distinguere le immagini raccolte dalle video camere di bordo.

Allenato su dati reali - con un training già avviato a settembre di quest’anno - il MAS sarà quindi in grado di riconoscere boe, detriti e altri natanti incontrati lungo la rotta e avrà una continua consapevolezza della situazione grazie all’impiego di radar, di sistemi di identificazione automatica e navigazione inerziale così come della tecnologia usata sulle auto autonome, nota come Lidar. Rotta e velocità verranno stabilite dall’incrocio tra i dati delle mappe nautiche, dei sensori e di quelli delle previsioni meteo.

Incontrando un ostacolo, per esempio, il software Operational Decision Manager di IBM aiuterà a decidere se mutare la rotta o, in caso di emergenza, se fare affidamento alla potenza addizionale dei generatori diesel che fanno da riserva a un sistema di propulsione ibrido ‘eolico-solare’.

Durante il viaggio, gli strumenti provvederanno ad analizzare i dati del trimarano, conservandoli a bordo. Ogni qualvolta sarà possibile, questi verranno caricati su nodi situati sulla terraferma, connessi al Cloud di IBM, e impiegati per l’aggiornamento dei modelli di deep learning.

Quanto al resto, e quindi a tutto ciò che occorre per le finalità scientifiche della missione, il catamarano sarà dotato di una serie di sensori per la comprensione di aree chiave come la sicurezza informatica, il monitoraggio dei mammiferi marini, la mappatura del livello del mare e, come detto, le tematiche ambientali.

Oltre a Mare e IBM, il consorzio di partner vede la partecipazione delle Università di Plymouth, ateneo all'avanguardia nel campo della ricerca marina e marittima, e di quella di Birmingham per l’impiego delle tecnologie di virtual e augmented reality con cui far vivere l’esperienza del MAS al grande pubblico.

Il mezzo è attualmente in fase di costruzione a Danzica per mano della Aluship Technology, con una consegna prevista per il febbraio del 2020. Il suo scafo è in alluminio e composito, un mix che consente prestazioni eccellenti come la velocità di 20 nodi grazie a cui poter ridurre di 48 giorni il tempo di traversata.

Per la cronaca, il Mayflower a tre alberi del XVII secolo aveva una stazza di 180 tonnellate e non superava i 2,5 nodi nautici. Non a caso, impiegò due mesi per raggiungere le coste del Massachusetts.

7 novembre 2019

Alessandro Ferrari, External Relations and Executive Communications lead
@alefederferrari

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