Cooperativa Sole e IBM in team per l’assistenza agli anziani

di Maurizio Venturi



New York, sede Onu. Il presidente della Cooperativa Sole Roberta Massi con Filippo Lupo, legale della società, e Maurizio Venturi di IBM
Il fenomeno è noto all’estero con il nome di “Ageing o Aging”. Noi italiani lo chiamiamo invecchiamento della popolazione ma il risultato non cambia. Con un 23% di cittadini di età superiore ai 65 anni, siamo secondi solo al Giappone che tocca la vetta del 27%.

La situazione mondiale, soprattutto nel nord del pianeta, è talmente importante che si parla addirittura di una “Silver Economy” correlata ai risvolti economici sulla società e sugli Stati proprio indotta dal nuovo tipo di invecchiamento “attivo”. Non a caso, esiste una disciplina socio-sanitaria associata - l’Elderly Care, sempre per usare la lingua inglese - che ha visto anche nel nostro Paese l’istituzione di specifici corsi di Laurea triennale e Magistrale maggiormente orientati alla sua natura sociale ed assistenziale.

L’introduzione della tecnologia (informatica) nella vita degli anziani è un argomento così importante che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha costituito un gruppo di lavoro permanente chiamato a periodici incontri e seminari. Un esempio? L’ultimo meeting, organizzato a New York proprio nella sede dell’ONU, al quale è stata invitata Roberta Massi, presidente della Cooperativa Sole, per illustrare sia il progetto realizzato con presso la casa di ricovero di Rimini sia le prossime iniziative congiunte. Con IBM, per la precisione.

Il progetto riguarda l’introduzione del paradigma Internet of Things in due casi: quello già realizzato all’interno della casa di ricovero Oasi Serena di Rimini e la nuova fase che chiama invece in causa il “condominio solidale” Pantera Rosa di Cervia. In pratica si tratta di attivare diverse topologie di sensori - di movimento ai piani e ad alcuni letti, di caduta, di utilizzo dei bagni e della qualità dell’aria - e di raccogliere dati per capire le abitudini dei pazienti prevenendone alcune criticità. Una volta memorizzati in maniera anonima nell’IBM Cloud, attraverso l’IBM IoT Platform, i dati vengono analizzati con alcuni servizi di intelligenza artificiale per cercare correlazioni utili.

A Rimini abbiamo ottenuto risultati notevoli come la riduzione di alcuni farmaci, l’assenza di contenzioni fisiche o ambientali, l’aumento delle richieste di ricovero e il contenimento delle assenze da parte del personale. In questi giorni presso il condominio Pantera Rosa stiamo invece lavorando per cercare un nuovo modello di assistenza socio-sanitaria in grado di gestire l’invecchiamento attivo della popolazione. Ogni residente del complesso, nell’ambito delle proprie “fragilità”, siano esse di tipo medico o sociale, svolge attività sia per il condominio sia per il territorio: per esempio piccole riparazioni, accompagnamento in auto, cura dei bambini, pulizie e altro. Attraverso l’utilizzo della tecnologia ci poniamo quindi l’obiettivo di misurare e di rendere oggettivi i benefici individuali ed economici per la comunità del modello di accoglienza del “condominio solidale”.

All’evento di New York, al quale ho potuto prendere parte nel ruolo di IT Architect di IBM, sono intervenute persone da tutto il mondo, in rappresentanza di aziende e istituzioni pubbliche. Cito, in particolare, Christoph Angster, responsabile delle politiche del Ministero federale austriaco del Lavoro e degli Affari Sociali che al progetto di Cooperativa Sole ha riservato complimenti per l’attenzione dimostrata nei confronti delle persone coinvolte. Non solo: da Yasuhisa Kawamura, Ambasciatore del Giappone presso l’ONU, è venuto l’apprezzamento per l’introduzione “trasparente e facile” della tecnologia e per la chiarezza con cui gli sono stati illustrati i dettagli tecnici. Un bel riconoscimento, anche personale, per il lavoro svolto in ambiti come l’innovazione e la ricerca che vanno considerati non il fine ma soltanto il mezzo. Uno strumento indispensabile, e quasi invisibile, per offrire alle persone tangibili benefici con il fine di migliorare la qualità della loro vita.

Nel 2050 si prevede che l’Italia raggiunga una percentuale di invecchiamento della popolazione pari al 35%. Detto altrimenti, più di una persona su 3 avrà oltre 65 anni. Si apre quindi uno scenario di sfide e opportunità. Tra le prime va già annoverata la penuria di persone disponibili a prendersi cura degli anziani. È un dato di fatto. Tra le seconde c’è invece la tecnologia in senso lato. Dobbiamo quindi pensarci ora. Prepararci adesso. Anche perché nessuno potrà farne a meno.

14 giugno 2019

Maurizio Venturi, IBM Certified Thought Leader Architect
@mmventuri

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