#AcceleraItalia per i nuovi saperi: IBM collabora con 48 Università italiane per la creazione di nuove figure professionali

di Maurizio Decollanz e Silvia Peschiera



48 Università coinvolte, 19 delle quali hanno adottato un protocollo di intesa per indirizzare attività congiunte. Oltre 600 ore dedicate a seminari focalizzati su intelligenza artificiale, cloud computing, big data, cybersecurity, blockchain, internet of things e quantum computing. Più di 200 “University Ambassadors” che quasi quotidianamente sono presenti negli atenei italiani per accompagnare la formazione verso le frontiere della digital transformation.

Sono solo alcuni dei numeri che sintetizzano le relazioni che IBM porta avanti con chi in Italia ha il fondamentale ruolo di guidare la creazione dei nuovi profili professionali. Sotto gli occhi di tutti ci sono i dati che delineano un profondo skill gap che separa il mondo del lavoro da quello della formazione. Basti pensare agli oltre 150mila posti di lavoro disponibili che le aziende faticano a coprire per l’assenza di professionalità adeguate.

“La mancanza di innovazione, e non l’introduzione di tecnologie esponenziali come l’artificial intelligence -spiega Enrico Cereda, presidente e AD di IBM Italia- rischia di bruciare migliaia di opportunità occupazionali. È questa la consapevolezza che ci spinge, con l’articolazione del programma AcceleraItalia, ad affiancare le Università nel preparare gli studenti ad uno scenario tecnologico in profondo mutamento. La previsione da molti condivisa è che solo il 10% dei lavori ad oggi conosciuti scomparirà, mentre il 100% verrà trasformato. Un dato che deve spingerci verso una nuova formula di collaborazione pubblico-privati per l’istruzione”.

Da questa collaborazione sono nate lauree specialistiche, corsi di dottorato ed Executive MBA in collaborazione con alcune delle più prestigiose Università su tutto il territorio italiano: i Politecnici di Milano e Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università di Pavia, la Scuola Superiore Sant’Anna a Pisa, l’Università La Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli e il Politecnico e l’Università degli Studi di Bari, solo per citare alcuni esempi. Ma l’ecosistema che IBM affianca si spinge oltre con il coinvolgimento di 15mila sviluppatori sulla piattaforma IBM Cloud e più di 10mila studenti partecipanti ai programmi IBM Academic Initiative.

Prendendo in esame solo gli ultimi sei mesi di questa collaborazione tra IBM e le università italiane nell’ambito del progetto “AcceleraItalia”, sono tante le esperienze di successo:

  • Università Cattolica del Sacro Cuore: corsi di Master Data Science for Management, Master of Science in Management, Master International Marketing and Management e Master in Innovation and Technology Management (a partire dall’anno accademico 2018-2019) in cui esperti IBM ricoprono il ruolo di docenti a contratto su temi quali Cloud Computing ed Artificial Intelligence. Collaborazione anche nel contesto del CeTIF (Centro di Ricerca in Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari, https://www.cetif.it/). IBM è infatti partner del “Master Digital Innovation&Fintech: la trasformazione digitale del settore assicurativo e bancario” supportando il coordinamento di un laboratorio Fintech di 30 ore basato su tecnologie IBM Watson.
  • Politecnico di Milano: molteplici sono le collaborazioni con il MIP, di cui IBM è azionista e socio sin dalla sua costituzione come azienda consortile tra il Politecnico di Milano e 22 primarie aziende italiane e internazionali. IBM e MIP, per esempio, hanno sviluppato l’International Master in Business Analytics and Big Data (BABD), un programma innovativo che garantisce un’esperienza educativa e formativa in cui teoria e pratica sono strettamente connesse attraverso il supporto continuo di aziende e partner internazionali. IBM è partner e contribuisce con interventi anche al corso principe International Full Time MBA, oltre che nell’International Master in Omnichannel Marketing. Dal 2013 è operativo il CIC Lab presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB), basato su architettura IBM Power8 e PowerVM che abilitano funzionalità di High Performing Computing e Big Data su piattaforma Hadoop, YARN, Spark,Storm, Flume, Hbase Hive. Molteplici i progetti di ricerca sviluppati in questo ambiente, dalla sperimentazione del Machine Learning e del Deep-Transfer Learning, alle analisi in ambito mobilità per smart cities o per lo studio di nuovi farmaci. Un ulteriore esempio di collaborazione con la ricerca del Politecnico di Milano è lo studio di applicazioni di Intelligenza Artificiale con IBM Watson presso l'Innovative Interactive Interfaces Laboratory per creare sistemi di conversazione e coinvolgimento di bambini con disabilità cognitive. IBM è anche uno dei partner che farà parte del Competence Center Made in Italy 4.0, co-finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, e che aprirà i battenti nel campus in Bovisa prima dell'estate 2019. L'obiettivo è quello di creare delle aree espositive dove poter vedere l'applicazione pratica di tecnologie esponenziali quali: AI, Cloud, Blockchain, IoT, BigData, Cybersecurity. Le aziende potranno incontrare esperti aziendali e accademici con cui discutere il proprio percorso di trasformazione digitale.
  • Università Bocconi: IBM collabora con SDA Bocconi dal 1991 per innovare i curriculum e ridurre lo skills gap. Tra i soci fondatori del DEVO Lab, IBM collabora con l’ateneo su diversi fronti: dal laboratorio di coding organizzato all’interno del corso Bachelor of Science in Economics, Management and Computer Science (BEMACS), in cui con gli studenti della laurea triennale imparano a sviluppare applicazioni sulla piattaforma IBM Cloud utilizzando API di IBM Watson, alla partnership con il network Women in Business per il supporto alla formazione e alla diffusione delle competenze STEM tra le ragazze. IBM è attiva da molti anni sul tema competenze digitali e STEM per le giovani donne che si apprestano ad intraprendere il loro percorso universitario attraverso un programma che prende il nome di “Progetto NERD?”.
  • Università di Pavia: i ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo sono tra i primi utilizzatori della piattaforma IBM Q come dimostra la letteratura scientifica da loro pubblicata su diverse riviste tra cui anche MIT Technology Review. In collaborazione con IBM Italia, IBM Research Zurich, CERN e altre realtà di ricerca internazionali è stato inoltre lanciato il primo corso di Dottorato su queste tematiche. Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia ha messo a punto, insieme ad IBM, il PhD Executive, un percorso di Dottorato di Ricerca condiviso tra azienda e Università, con lo scopo di sviluppare conoscenza, tecniche ed esperienza su temi strategici come il quantum computing e BigData Analytics (Functional Data Analysis e Neural Network). Oltre al Quantum Computing, a Pavia si approfondiscono anche tematiche di management dell’innovazione e Artificial Intelligence in collaborazione con il Master in International Business and Entrepreneurship e l’Executive MBA Ticinensis, all’interno del quale gli esperti IBM lavorano come docenti e sviluppano, in collaborazione con gli studenti e una startup locale, una piattaforma di e-learning basata su tecnologie IBM Watson.
  • Università di Brescia: il dipartimento di Ingegneria dell'Informazione ha attiva una collaborazione con IBM sia dal punto di vista didattico che di ricerca con il laboratorio di Dublino. Dal 2015 sono stati introdotti i primi cicli di seminari e laboratori tenuti da esperti e consulenti IBM nell'ambito della Laurea Triennale e Magistrale in Ingegneria Informatica. Questi sono stati progressivamente estesi negli anni successivi e vertono su temi quali disegno di Data Warehouse, gestione dei Big Data, Cloud e nuovi impianti informatici, Machine Learning e Cognitive Computing, DevOps, Cybersecurity e Enterprise Design Thinking. In particolare, il potenziamento della collaborazione didattica con IBM è compreso tra le attività del progetto che ha portato il dipartimento di Ingegneria dell'Informazione ad essere incluso nel 2018 tra i 180 "Dipartimenti di Eccellenza" selezionati a livello nazionale dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.
  • CUOA Business School: alla sua sesta edizione, l’Executive Master in ICT Management vede IBM coinvolta nel percorso di specializzazione in Big Data & Social Analytics con la realizzazione di contenuti formativi sulle tematiche dell'architettura Big Data, Social Analytics, Cognitive Computing e Predictive Analytics, nonché con la realizzazione di un laboratorio presso la sede di IBM Italia sul tema Hands on Watson Analytics e Watson Analytics for Social Media. L'Executive master è dedicato ai professionisti delle aziende del territorio e consulenti dell'Information Technology e della Business Analisys. La finalità del percorso è quella di migliorare le competenze tecniche e manageriali dei professionisti al fine di renderli maggiormente consapevoli delle nuove tecnologie e spingerli ad essere motori del business aziendale al quale devono fornire risposte e stimoli per lo sviluppo e la crescita.
  • Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: il Master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi (MAINS) ha potuto contare, all’interno del proprio comitato scientifico, sulla collaborazione di 12 tra le maggiori imprese del panorama nazionale ed internazionale, sia per l’aggiornamento dei contenuti del corso, sia per la gestione dei laboratori di innovazione. Da oltre dieci anni IBM contribuisce alla formazione di giovani talenti tramite l’offerta di borse di studio e programmi di stage, le testimonianze di esperti aziendali altamente qualificati e la gestione di innovation labs che gravitano intorno ai temi del Cloud and Cognitive Computing e della Digital Transformation. IBM collabora anche alla Laurea Magistrale in Innovation Management, un corso proposto congiuntamente dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Trento. Gli allievi della laurea magistrale, dopo un anno di permanenza a Trento, seguono a Pisa i corsi del terzo e quarto semestre, durante i quali hanno la possibilità di partecipare ad alcune attività del Master MAINS e attivare periodi di stage presso IBM.
  • Università di Roma La Sapienza: nella Capitale italiana IBM e l’Università di Roma La Sapienza collaborano a partire dal 2016 per affrontare assieme le tematiche legate alla digital transformation. Al centro del Master in Data Science lo sviluppo delle nuove competenze promuovendo l’avvio di progetti di ricerca e sviluppo, programmi di alta formazione e attività didattiche integrative a completamento della formazione degli studenti.
    Un’altra partnership importante è quella nel contesto dell’insegnamento di Business Intelligence del Corso di Laurea Magistrale in Business Management in cui IBM partecipa con 7 laboratori su temi Cognitive, Analytics e BI. IBM svolge un ruolo fondamentale nell’affiancare gli studenti nella comprensione del mercato del lavoro e dell’applicazione pratica delle proprie competenze mettendo a disposizione stage, project work e tesi di laurea oltre che tenendo seminari e conferenze che spaziano su vari argomenti dall’ Intelligenza Artificiale alla Cybersecurity.
  • LUISS e LUISS Business School: la collaborazione con LUISS è volta a diffondere la cultura del digitale tra gli studenti e i professionisti che lavorano nei tavoli di ricerca e nei progetti della scuola con l’obiettivo di seguire e accompagnare la trasformazione digitale. La partnership ha una funzione ed un impatto sociale e divulgativo oltre che un obiettivo di sviluppo di eventi congiunti dedicati al tessuto industriale italiano e alla Pubblica Amministrazione. Tra i progetti congiunti c’è GROW, Generating Real Opportunities for Women che ha l’obiettivo di promuovere, sostenere e migliorare lo sviluppo personale e professionale delle studentesse LUISS Business School, con particolare attenzione all’inserimento nel mondo del lavoro e alla promozione della carriera professionale finalizzata al raggiungimento di posizioni di vertice in aziende, amministrazioni, enti, università e altre organizzazioni. Un’iniziativa ambiziosa realizzata grazie al coinvolgimento di importanti realtà aziendali, enti e organizzazioni, coinvolte in qualità di sponsor del progetto e che vogliano intraprendere o migliorare il percorso di Trasformazione Digitale. Tra questi, IBM è membro attivo dell’advisory board. Tra le attività di formazione previste dal progetto, il programma Data Girls nasce per supportare le giovani donne interessate a cogliere tutte le opportunità offerte dalla gestione dei dati e dal mondo digitale. L’obiettivo è quello di aumentare la presenza dell’occupazione femminile in ambito STEM-digitale.
  • Campus Biomedico Roma: la partnership con IBM ha l’obiettivo di studiare e sostenere la trasformazione digitale degli ospedali oltre che mettere a frutto i percorsi formativi di studenti e ricercatori su tematiche quali Cloud, AI, Blockchain e Security.
  • Università Federico II di Napoli: nell'ambito delle diverse iniziative, frutto di una collaborazione decennale, è stato avviato il progetto ETC che ha previsto la realizzazione di un laboratorio virtuale di sviluppo software dedicato alle attività degli studenti di 10 università italiane ed una americana. In questo modo gli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare in team internazionali e accrescere le loro competenze. I rappresentanti di IBM sono stati ingaggiati nella didattica per tenere seminari su IBM Cloud e l’offerta IBM Watson, hanno partecipato ad un convegno di chiusura dell'anno accademico della scuola speciale di Apple e insieme ad UNINA saranno gli attori principali dell’Italian Cognitive Computing Community, inaugurata il 18 maggio 2018 a Napoli come prima comunità italiana sull’intelligenza artificiale. La Community intende essere un luogo di incontro tra aziende, organizzazioni professionali, docenti, ricercatori e studenti che assieme possano: costituire un gruppo di lavoro allargato, creare contatti e relazioni tra la ricerca universitaria e il mondo dell’impresa, pubblicare ricerche e partecipare a conferenze internazionali, sostenere e organizzare iniziative per la promozione e la diffusione delle proprie attività.
  • Università degli Studi di Bari: per far fronte alla necessità di competenze adeguate nella sicurezza informatica, il Dipartimento di Informatica e IBM Security hanno creato “The Hack Space”, realizzato all’interno del corso di Laurea Magistrale in Sicurezza Informatica dell’Università degli Studi di Bari, composto da quattro elementi principali: conoscenza, che definisce le competenze che un esperto di Cyber Security deve possedere, organizzazione, che individua le strutture organizzative dedicate alla sicurezza, skills e tools, che individua le piattaforme e gli strumenti software che occorre utilizzare assieme all’architettura ideale di un laboratorio dedicato alla cyber security, e collaborazione, il cui scopo è la definizione di modelli di collaborazione sostenibili che consentano ad altri soggetti di poter utilizzare le soluzioni e le infrastrutture realizzate.

IBM, inoltre, non si limita a supportare la formazione solo nell’ambito di tematiche ICT. Le collaborazioni con le Università italiane toccano anche argomenti quali Agile e Design Thinking come strumenti per facilitare l’innovazione. Contributi di questo tipo sono attivi con atenei quali IULM, IAAD, IED e Domus Academy dove Designers, Marketing e Communications IBM collaborano all’interno di seminari, corsi di laurea e laboratori tematici.

L’azienda collabora anche con le accademie per supportare gli studenti in percorsi di tesi di laurea triennale e magistrale, ma anche percorsi di alta formazione di Dottorato di Ricerca connettendo il tessuto universitario italiano con i laboratori internazionali di ricerca. Tra i casi di successo ci sono le collaborazioni con il Politecnico di Milano, l’Università di Genova, l’Università degli Studi di Cagliari, la Federico II di Napoli, l’Università degli studi di Pavia, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Da questa lunga e dettagliata dissertazione, si ricava quanto sia grande l’impegno di IBM per accelerare l’Italia con nuove competenze professionali. Un impegno che conduce a una domanda che a molti sorgerà spontanea: a quanto ammonta l’investimento economico che IBM ha riservato al programma #AcceleraItalia con le Università italiane?

"Il nostro più grande investimento nell'essere al fianco delle Università italiane per alimentare nuovi profili professionali -risponde Enrico Cereda, presidente e AD di IBM Italia- è la passione. Una passione motivata dal senso di responsabilità che, in considerazione della grande sfida rappresentata dai nuovi saperi, ci impone di rimboccarci le maniche e partecipare attivamente alla formazione di coloro i quali guideranno molto presto il nostro Paese. Viviamo l'epoca delle tecnologie esponenziali come intelligenza artificiale, blockchain e internet delle cose: se non sapremo metterle adeguatamente a frutto, perderemo posti di lavoro, competitività, produttività ed efficienza”.

11 dicembre 2018

Maurizio Decollanz, Head of IBM Communications Italy @Decollanz
Silvia Peschiera, relazioni con le Università IBM Italia @silvia_tweety

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