Lettera aperta al Congresso USA sull’Intelligenza Artificiale

Washington DC – David Kenny, Senior Vice President per Watson e Cloud in IBM, ha spedito una lettera a tutti i membri del Congresso delineando il punto di vista di IBM sulle policy legate alla progressiva affermazione dell’intelligenza artificiale. La lettera ha anticipato le osservazioni che Kenny farà prima della conferenza inaugurale alla nuova Assemblea per l’Intelligenza Artificiale della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Di seguito il testo completo, tradotto in italiano:

Membri del Congresso, Leader d’Industria e Politici,

L’Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence) sta rimodellando il nostro mondo. E’ un momento emozionante, ma che necessariamente impone domande. Sono incoraggiato dal fatto che leader del Congresso abbiano riconosciuto la forza di questa tecnologia convocando un’Assemblea per l’Intelligenza Artificiale, guidata da John Delaney e Pete Olson. Guardo con fiducia alla possibilità di discutere importanti questioni ed opportunità riguardanti l’AI nel corso di questa settimana, durante la mia visita a Washington DC.
L’impatto dell’AI è evidente nel dibattito riguardo alle sue implicazioni sociali, con alcuni profeti spaventati che prevedono una grande perdita di posti di lavoro oppure addirittura un eventuale “signore supremo” AI che controllerà l’umanità. Devo dissentire da queste visioni distopiche. Quando effettivamente ti occupi della scienza dietro all’intelligenza delle macchine e la applichi nel mondo reale del business e della società, come noi abbiamo fatto in IBM per creare il nostro sistema cognitivo pionieristico Watson, comprendi che questa tecnologia non sostiene l’allarmismo comunemente associato con il dibattito sull’AI di oggi.
Il vero disastro sarebbe abbandonare o inibire la tecnologia cognitiva prima che si possa realizzare il suo pieno potenziale. Stiamo pagando un prezzo significativo ogni giorno perchè non conosciamo quello che si può conoscere: non sappiamo cosa c’è che non va con un paziente, non sappiamo dove trovare risorse naturali critiche oppure non sappiamo dove esistono rischi nella nostra economia globale.
E’ ora di andare oltre alle tattiche basate sulla paura e rifocalizzare il dialogo sull’AI intorno a tre priorità che considero il cuore di questa discussione: Intenzione, Abilità e Dati.

Intenzione: aumentare le capacità dell’uomo invece di pensare alla sua sostituzione

I progressi della tecnologia hanno sempre scatenato paura e preoccupazione per la perdita di posti di lavoro. Ma la storia suggerisce che l’AI, in modo simile alle tecnologie rivoluzionarie del passato, non sostituirà l’uomo nel mondo del lavoro. Piuttosto, accrescerà diversi tipi di professionalità. Dovremmo ricordarci che anche tecnologie come lo scanner dei codici a barre ed il bancomat hanno scatenato preoccupazioni riguardo una disoccupazione diffusa, ma in definitiva hanno aumentato la produttività, trasformato il nostro modo di vivere e portando alla creazione di posti di lavoro.
Inoltre, i sistemi di intelligenza artificiale di alto valore sono specificatamente progettati per aumentare l’intelligenza umana, non per sostituire dipendenti. Si tratta di sistemi capaci di analizzare il numero crescente delle minacce alla cyberseurity, sistemi che permettendo ai dottori di sfuttare conoscenze che arrivano da centinaia di migliaia di pubblicazioni academiche ed esperienze precedenti per fare diagnosi più precise.
In definitiva, questi ruoli necessitano ancora del processo decisionale umano. Le persone devono ancora scegliere la linea d’azione migliore quando un sistema di AI ha identificato un problema o restituito una raccomandazione. Le decisioni critiche necessitano giudizio, morale e intuizione umane. L’Intelligenza Artificiale non cambia tutto questo.

Formazione, competenze ed educazione

Ciò non significa che i responsabili di policy o i leader d’industria debbano sedersi e non fare niente. Ci sono azioni che dobbiamo intraprendere per assicurarci che la forza lavoro sia preparata ad accogliere l’era dell’AI ed i modi in cui aumenterà la nostra economia. Le policy attuali semplicemente non sono all’altezza del compito.
In primo luogo, dovremmo abbandonare tutte le nozioni di tassazione dell’automazione. Penalizzare il progresso tecnologico soffocherebbe l’innovazione e minaccerebbe il vantaggio competitivo degli Stati Uniti. Ugualmente, non possiamo illuderci pensando che un reddito di base universale possa risolvere la sfida rappresentata dal fatto che alcuni compiti saranno automatizzati.
Queste sono scappatoie a breve termine che ignorano il problema: gli Stati Uniti hanno una carenza di dipendenti con la preparazione necessaria per lavorare in collaborazione con i sistemi di AI.
Quello su cui ci dovremmo focalizzare è riallineare il sistema educativo degli Stati Uniti per enfatizzare abilità invece di lauree. Molti dei lavori disponibili oggi in campi dove l’AI viene applicata necessitano abilità tecniche specifiche, ma non sempre una laurea.
Preparando più studenti e dipendenti statunitensi per avere successo in questi New Collar Jobs ben retribuiti, “i nuovi colletti”, è essenziale se vogliamo una forza lavoro che sia pronta per capitalizzare completamente le promesse economiche dell’AI.

Trasparenza algoritmica e governance dei dati

Dobbiamo anche sapere come fa un sistema di IA ad arrivare ad una conclusione invece che ad un’altra. Le persone giustamente chiedono come un sistema intelligente suggerisca alcune decisioni e non altre, particolarmente quando la tecnologia viene applicata in industrie come l’assistenza sanitaria, il settore bancario e la cybersecurity. E la nostra industria ha la responsabilità di rispondere.
Dobbiamo aiutare i nostri cittadini a comprendere come le tecnologie di intelligenza artificiale funzionino, in modo tale da poter riconoscere che l’IA può aiutare a sradicare pregiudizi invece di perpetuarli. Le aziende devono essere in grado di spiegare cosa ci sia dietro ai processi decisionali del loro algoritmo. Se non possono, allora i loro sistemi non dovrebbero essere sul mercato.
In IBM ci siamo sempre assicurati di poter spiegare impatti ed influenze provenienti dalle nostre tecnologie di AI e continueremo a farlo man mano che i sistemi di AI evolveranno.
Dobbiamo anche assicurarci che coloro che lavorano con sistemi di AI siano responsabilmente custodi dei dati privati e pubblici.
Gli Americani devono aver fiducia nel fatto che i loro dati e diritti saranno protetti anche quando i dispositivi dotati di AI saranno in grado cogliere audio e video provenienti da persone. Noi, in IBM, siamo cinvinti che i dati delle persone appartengano a loro e che le politiche dei dati debbano essere eque e giuste, mettendo in primo piano il rispettando della proprietà intellettuale.
Questi sono le tematiche su cui un confronto sull’intelligenza artificiale dovrebbe cominciare.
Come abbiamo sempre fatto fin dalla nascita della nostra azienda, IBM si offrirà volentieri come fonte di competenza e conoscenza tecnica per qualsiasi responsabile politico che desideri comprendere i veri meccanismi dell’AI. Questa tecnologia rivoluzionaria ha un potenziale enorme, ma dobbiamo assicurarci che la nostra comprensione di questa tecnologia sia ancorata alla realtà e non alla fantasia.

Cordiali saluti
David Kenny, Senior Vice President, IBM Watson & Cloud Platform

* Testo originale disponibile attraverso questo Link
* Traduzione a cura di Andreea Brailasu, Brand&Communications Specialist IBM Italy

4 luglio 2017

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