Nasce thinkMagazine, tutto quello che fa notizia in IBM Italia

Think: traducendo dall’inglese all’italiano si ottiene una gran quantità di possibili significati.

Quello che preferisco è “ragionare”. Viviamo un periodo storico in cui la tecnologia sta trasformando radicalmente le nostre vite e siamo di fronte ad una grande e nuova sfida: l’equilibrio tra due intelligenze, quella biologica e quella artificiale.

Un equilibrio raggiungibile solo dopo un diffuso e condiviso ragionamento.

Riflettere, pensare e poi agire. Think, quindi, nella sua semplicità, rappresenta la chiave che il nostro presente ci offre per aprire le porte del futuro.


Fece il suo ingresso in IBM nel 1911: Thomas J. Watson, fondatore della International Business Machine, in una animata riunione con i suoi colleghi sostenne che non erano pagati per lavorare con i piedi ma con le loro teste.

Da quel giorno “Think” divenne un motto, un credo, il motore propulsivo di un’azienda che dopo oltre 100 anni è riuscita a restare perfettamente ancorata al presente pur con lo sguardo ben focalizzato verso il futuro. La storia, specie quella degli ultimi decenni, la cosiddetta “age of disruptive”, ci insegna che restare attuali mentre la tecnologia galoppa non è cosa facile.

Per raggiungere questo obiettivo occorre metterci il cuore: condividere principi etici che trovano forma e corpo nel proprio operato. Questo modo di agire rappresenta per IBM il primo e più importante fronte della sua ricerca: quella che mette sempre l’uomo al centro, utilizzando la tecnologia per aumentarne le capacità e le potenzialità. Con lo scopo di migliorarne la qualità della vita. Questo è il cuore di IBM. E la parola “think” lo rappresenta.

Con questo spirito nasce oggi “thinkMagazine”: buona lettura.

Maurizio Decollanz
Brand&Communication leader IBM Italia

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