Ambrogio, l’AI che migliora i rapporti umani



Il Gruppo Credito Valtellinese opera in Italia con più di 460 sedi. Il suo piano di innovazione punta ad una maggiore focalizzazione sul cliente e le sue esigenze. E proprio seguendo questa linea di condotta nasce la collaborazione con IBM per la realizzazione di un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale di Watson. Di “Ambrogio”, è questo il nome dell’aiutante creato da Creval, ce ne parla in questa nuova puntata di #in300sec Mauro Selvetti, direttore generale del Gruppo CREVAL.

“Per noi del Credito Valtellinese l’innnovazione è una costante – afferma Mauro Selvetti – fino dalla nostra nascita infatti, avvenuta nei primi anni '80, da piccola banca locale orientata alla promozione sociale ed economica del territorio, ci siamo sempre adoperati utilizzare tutta l’innovazione disponibile per migliorare i nostri servizi”.

Presente in 11 regioni, il Gruppo CREVAL si avvale del lavoro di oltre 3.800 collaboratori, molti dei quali impegnati nel costante rapporto di front-end con la clientela. Fornire strumenti e creare soluzioni che facilitino e velocizzino questo prezioso lavoro quotidiano è un punto chiave nell’evoluzione e crescita della banca.

Ambrogio ne è un esempio che ci ha dato grande soddisfazione e ci ha impressionato per il livello di risultati raggiunti in poco tempo – dichiara Selvetti. Solo dopo pochi mesi dalla sua attivazione, infatti, siamo nella condizione di poter sgravare il personale del 30% delle domande base che arrivano dalla clientela”.

Ambrogio powered by Watson è il punto di accesso per l’assistenza, è facile da utilizzare e risponde con un alto livello di affidabilità alle domande del personale della banca. Non si tratta di una semplice "chatbot", ma del “collega” virtuale a cui rivolgersi per qualsiasi domanda. Ad oggi Ambrogio gestisce tutti e quattordici i domini di conoscenza della banca, con circa un migliaio di risposte autonomamente indirizzate. È previsto un ampliamento dei suoi servizi direttamente anche nei confronti della clientela.

“In questo modo – dichiara Selvetti - la tecnologia è veramente a supporto del personale, che può dedicarsi con maggiore disponibilità di tempo alla relazione tra cliente e banca. Recuperare un rapporto umano di qualità e al contempo consentire maggior efficienza nelle operazioni della banca, sono le nostre priorità”.

“La tecnologia è un abilitatore formidabile e vanno sfruttate tutte le sue potenzialità, senza timori o ritrosie. Le persone devono fare uno sforzo iniziale nel rapporto con essa – aggiunge il Direttore Generale di CREVAL – superato questo primo scoglio è tutto più facile e a quel punto l’interazione diventa un valore sia per il proprio lavoro sia per la semplicità del servizio che può offrire”.

Ecco la puntata integrale di #in300sec con Mauro Selvetti, Direttore Generale Gruppo CREVAL

13 Aprile 2018

Paola Piacentini, External Relations
@ppiac

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